ansia

L’Ansia: Quella paura di “non si sa bene cosa”

Articolo realizzato dalla Dott.ssa Luisa Garofalo e dalla Dott.ssa Margherita Napoli

Almeno una volta nella vita, tutti noi abbiamo provato quella particolare sensazione indefinibile di paura di “non si sa bene che cosa”: l’ansia.

Il termine “ansia” ha la stessa origine etimologica del termine latino “angustus”, che rimanda a concetti quali il sentirsi soffacare, stretti, privi di spazio, e si riferisce ad uno stato emotivo a contenuto spiacevole, caratterizzato da una condizione di allarme, di preoccupazione e di paura, che può essere di varia intensità.

In realtà, l’ansia è una sensazione normale, fisiologica, che viene avvertita da ogni essere umano e che è utile in molti momenti della vita.

E’ capitato a tutti, infatti, di avere un pò di ansia in periodi molto stressanti o in relazione ad una particolare situazione o prestazione: pensiamo, ad esempio, a quando si deve affrontare un esame, una performance sportiva, un colloquio di lavoro, ecc.

In questi casi l’ansia non ha un accezzione negativa, ma anzi, se non va oltre una certa soglia, permette la realizzazione di migliori prestazioni, consentendo all’organismo di far fronte a nuove e più impegantive stimolazioni ambientali.

Convivere con lievi e sporadici episodi di ansia, non solo è possibile, ma oggi sembra quasi essere la norma, la vita moderna infatti ha dei ritmi frenetici, spesso impossibili da sostenere, ed è facile che preoccupazioni e nervosismo generino stati d’ansia.

In questi casi l’ansia può assumere quasi una valenza positiva, in quanto rappresenta un campanello d’allarme tramite il quale il corpo ci avverte che sta vivendo una situazione che non riesce più a gestire, è il suo modo di avvisarci che è necessario riequilibrare tempi e modi di vita, restituendo ad ogni aspetto il giusto valore.

L’ansia ha anche una funzione difensiva: in caso di pericolo, infatti, ci spinge a reagire e ad evitarlo; mantenendoci in uno stato d’allerta, ci protegge dai rischi; rappresenta una sollecitazione che ci permette di selezionare gli stimoli con maggiore attenzione.

Il disagio nasce quando la sensazione di ansia supera certi livelli e la conseguente produzione di adrenalina diventa continua, mettendo sotto stress tutti i nostri sistemi, da quello circolatorio a quello respiratorio; questa condizione provoca l’immobilizzazione e rende impossibile sostenere qualsiasi prova.

Come ogni emozione, anche l’ansia è costituita da una componente fisiologica, da una psicologica e da una comportamentale. Tra i sintomi fisici possiamo trovare: tachicardia, sudorazione eccessiva, tremori, palpitazioni, tensione muscolare, sensazione di avere un peso sul cuore, difficoltà a respirare, ecc. I sintomi psicologici più diffusi sono: irritabilità, difficoltà di concentrazione, paura di perdere il controllo e, nei casi più gravi, paura di impazzire o di morire. I sintomi comportamentali maggiormente rilevanti sono la fuga, l’evitamento, l’immobilizzazione, l’iperattività.

L’ansia, quando insorge in assenza di un motivo reale o quando comunque è sproporzionata rispetto ad eventuali stimoli scatenanti, provoca uno stato di tensione continuo, immotivato e spiacevole.

Per molte persone, infatti, l’ansia e la preoccupazione sono un costante sottofondo delle loro giornate: si svegliano al mattino già con una vaga e spiacevole sensazione di apprensione; si preoccupano per la giornata che li aspetta, che sentono come faticosa, stressante e piena di doveri; si preoccupano di non riuscire a fare quello che dovrebbe, a rendere come vorrebbe; rimuginano in continuazione pensieri negativi, ampliando e drammatizzando le prove della vita quotidiana e vedendo dappertutto problemi e difficoltà.

L’ansioso spesso riconosce che le sue preoccupazioni sono eccessive, irrazionali e che lo fanno stare male e basta, ma non riesce a smettere di preoccuparsi. Altre volte, invece, i pensieri di preoccupazione sono assenti. In questo caso, la persona sperimenta un intesa sensazione di ansia e nervosismo senza capirne il motivo.

Ciò che distingue questa emozione dalla paura è che nella paura avvertiamo una tensione per una causa che riusciamo ad identificare, mentre l’ansia non ha una causa evidente che la giustifichi, è basata su sensazioni non identificabili (le persone che soffrono di ansia riportano spesso la frase: “sento che succederà qualcosa, ma non so che cosa”) o non realistiche rispetto allo stimolo ansiogeno.

Quando la sensazione di ansia è particolarmente forte, indica che la persona non è in armonia con se stessa, con i suoi bisogni e desideri.

Spesso chi soffre di ansia, infatti, ha una forte percezione di divario fra quello che realmente è e quello che vorrebbero essere. Molti ansiosi, inconsciamente, sono alla ricerca costante della perfezione e sono convinti di poter essere accettati dagli altri solo se brillanti, vincenti, sempre all’altezza della situazione. Dal momento che nutrono delle aspettative troppo elevate e quindi irrealistiche nei confronti di se stessi, hanno la continua percezione di essere inadeguati e non all’altezza.

L’ansia rappresnta, dunque, un campanello d’allarme di uno stato di disagio; i sintomi che la caratterizzano sono, infatti, funzionali a rendere evidente uno stato di malessere, che, come tale, va ascoltato e analizzato attraverso semplici strategie o il ricorso ad uno specialista, in base all’intensità dell’emozione.