Anoressia-primavera

L’Anoressia e il fenomeno Pro-Ana

Articolo realizzato dalla Dott.ssa Margherita Napoli e dalla Dott.ssa Francesca Aglitti

È un nuovo credo, il credo di una nuova filosofia, anzi, proprio di una nuova religione, quello della “Sacerdotessa” Ana.

La sacerdotessa Ana, è la dea dell’Anoressia, regina dei disturbi del comportamento alimentare.

Ana è un modello di identificazione al quale queste ragazze si ispirano per portare avanti la loro battaglia. Ana influisce su di loro con consigli per dimagrire, per arrivare al controllo e alla perfezione estrema, per bruciare le calorie in eccesso. Essendo Ana considerata come una sacerdotessa, nei blog pro ana si ritrova anche una nuova versione dei tradizionali dieci comandamenti, diciamo che si trova la riedizione secondo questo segreto mondo.

“Il termine anoressia, vorrebbe dire: senza appetito, senza desiderio. In realtà, però, è quasi impossibile trovare persone che siano prive di fame; non esistono persone più affamate, bisognose e avide delle persone anoressiche, le quali proprio perché hanno un disperato desiderio di tutto, rinunciano a tutto”, come sostiene l’autrice Fabiola De Clercq nel libro “Fame d’amore”.

Dal punto di vista psicologico, la prima fase dell’anoressia è sempre accompagnata dalla negazione di qualsiasi tipologia di problema da parte della paziente. Ai colloqui psicologici arriva una tipologia di ragazze anoressiche che si potrebbe definire “standard”. Si tratta per la maggior parte di ragazze (anche se sta crescendo il numero di ragazzi anoressici) di età compresa tra i 14 e i 20 anni, a volte sottopeso, altre volte meno magre, ma comunque con sintomi anoressici, in genere vestite con abiti pesanti e troppo grandi di cui non riescono quasi mai a liberarsi durante la seduta di terapia. Si trovano in genere pronte a scappare, non riescono mai ad accomodarsi ed ambientarsi nel setting proposto dai terapeuti, accompagnate in quel luogo dai genitori. Cercano di raccontare quello che sanno fare, con tono infastidito, maldisposto e poco cordiale e parlano di quanto loro proprio non abbiano fame. La loro realtà, non è la realtà, è una verità; è quella che hanno costruito nella loro testa, tutt’altra rispetto a quella che vivono. Infatti, uno dei problemi centrali delle ragazze anoressiche, è proprio quello di percepire come realtà solo ed esclusivamente quello che si percepisce come la propria verità. La manifestazione di questa idea avviene nella modalità di immagazzinamento e relazione con la propria immagine corporea. L’immagine corporea è legata al mondo emotivo interno, bloccato dal punto di vista alimentare. Questo difficile rapporto con la propria immagine corporea, è indissolubilmente legato ad una bassa autostima e ad una volontà di impossibilità di percezione degli stimoli di fame e sazietà. Ritornando alle frasi con cui ho aperto questo spaccato sul mondo dell’anoressia, ciò a cui l’anoressica aspira e quello che le dona un grande senso di realizzazione è la capacità di controllo dello stimolo della fame. Questo rappresenta per lei un grande punto di arrivo che ovviamente rinforza il suo comportamento “non alimentare”.

Quando si sono iniziati a leggere articoli che esprimevano opinioni di contrasto a proposito dei blog che nel web inneggiavano e veneravano l’anoressia e la bulimia, si è pensato che i giornalisti stessero esagerando, e invece no. Ci sono centinaia di blog di questo tipo e migliaia di ragazzine che cercano di diventare anoressiche. Cerchiamo di capire le caratteristiche e le motivazioni.

È sempre stato vero l’assunto per cui i giornali e la tv hanno incentivato e incentivano canoni di magrezza eccessiva, distorta. Oltre a questi mezzi di comunicazione, negli anni novanta inizia ad aggiungersi anche internet e più precisamente il web come mezzo di propagazione di standard alterati. Uno dei fenomeni più innovativi e preoccupanti al tempo stesso, fu la diffusione intorno agli anni novanta negli Stati Uniti dei siti “pro – ana” o “pro – anoressia”. In questi blog, si venerava e si venera l’anoressia come una vera e propria divinità (infatti Ana viene scritto con la A maiuscola). L’anoressia viene considerata come una vera e propria divinità, come una sacerdotessa a cui si deve rispondere in ogni caso. Questi siti inizialmente diffusi negli Stati Uniti, giunsero successivamente in Inghilterra, Francia e Spagna; in Italia arrivarono solo all’inizio del nuovo secolo, ma ci si volle rendere conto della loro esistenza e della loro reale portata solo intorno al 2004, quando iniziò la campagna per la loro chiusura. Ciò ovviamente non avvenne allora e non avviene neanche ora. Questi siti trovano sempre più seguaci e si evolvono in maniera molto veloce. Le adepte (ma stanno crescendo anche gli adepti) si ritrovavano prima nei blog, ovvero nei diari online in cui ognuno poteva scrivere quello che voleva, poi iniziarono a ritrovarsi nei forum. La conseguenza del passaggio al forum è stata la maggiore privatizzazione di questa religione e il tentativo di farla diventare una vera e propria setta ottiene una vera e propria concretizzazione. Uno degli argomenti fulcro di questi blog o forum è la thinspiration (thin = magro, inspiration = ispirazione), che per abbreviazione diventa thinspo, ovvero, l’ideale di perfezione e di magrezza a cui questi adepti tendono. Ritrovano le loro thinspo in modelle come Kate Moss o Nicole Richie (l’idolo, nonché una delle prime seguaci di pro ana). Passando in rassegna questi blog, sono emersi ovviamente vari “must” delle pro – ana, a cui fanno riferimento in ogni situazione della loro vita e a cui aspirano come modello da seguire.