Si parla spesso di BDSM relativamente al suo aspetto psicologico e alla visione che di esso ha la psicologia contemporanea. Ci siamo quindi chiesti se fosse valsa la pena intervistare persone del mestiere, proprio per cercare di sfuggire al soggettivismo imperante che certi termini e certe definizioni di sensazioni dominano nel web. Con questo intento sappiamo benissimo che non si tratta di scrivere nessuna tavola di comandamenti, che la manifestazione soggettiva delle emozioni e l’intensità mentale con cui si vive il bdsm non potrà mai essere racchiusa nelle parole, siano queste un’intervista o un libro. Però può aiutare, può aiutare molto sopratutto quando si parla di bdsm, e, ricordo, spesso che quando si parla di bdsm è perché lo si fa o lo si vuole fare, quindi le parole assumono allora una connotazione, rispetto alla pratica, preliminare all’azione. Ecco quello che ne è uscito con le dottoresse Veronica Vizzari e Alessandra Perilli.
Sadsong: Dottoresse Veronica Vizzari e Alessandra Perilli, il bdsm è un fenomeno complesso e per certi aspetti ancora inesplorato dalle varie discipline, qualcuno sostiene che il bdsm sia solamente un fatto culturale, siete d’accordo con questa affermazione?
V. Vizzari e A. Perilli: Crediamo fermamente che il mondo Bdsm non nasca esclusivamente da un fattore culturale, sarebbe troppo riduttivo e generalizzante. La cultura, il periodo storico e la morale, però, sicuramente ne influenzano le sue espressioni.

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