L’eiaculazione femminile esiste davvero? Ma che cos’è esattamente? È diversa da quella maschile? Ma tutte le donne possono eiaculare?

L’argomento, su cui vigono diversi tabù, è ancora in gran parte misterioso e desta curiosità e molte domande, a cui cercheremo ora di dare delle risposte chiare.

Nell’anno 337 a. C. Ippocrate già parlava di eiaculazione femminile, mentre Galeno descriveva “un liquido che scorre fuori dalla donna quando questa raggiunge l’apice del piacere durante l’atto sessuale”.

L’eiaculazione femminile, detta anche in gergo squirting o gushing (dall’inglese squirt e gush che significano schizzo o spruzzo), viene descritta come l’emissione a spruzzo attraverso l’uretra di un liquido trasparente, provocata dalle contrazioni dell’orgasmo.

Sebbene a livello scientifico sia stata ormai riconosciuta l’esistenza di questo fenomeno, non si è ancora giunti a conclusioni certe circa il processo che porta ad esso, nè sulla fonte del fluido stesso.

Sembra che il liquido sia prodotto dalle ghiandole di Skene, che formano una sorta di prostata femminile, collocata intorno al punto G (sulla parete anteriore della vagina a circa 5 cm dall’apertura). Durante l’attività sessuale queste ghiandole si riempirebbero di liquido, per poi svuotarsi con l’orgasmo. È molto probabile quindi che sia la stimolazione prostatica, in prossimità del punto G, a provocare l’eiaculazione, in risposta ad un orgasmo molto intenso.

Avendo tutte le donne una prostata femminle, residuo di una struttura embrionale comune ai due sessi (è solo dalla settima settimana dal concepimento, infatti, che avviene la differenzazzione sessuale), avrebbero tutte la capacità fisiologica di eiaculare. Nella realtà, però, ci sono alcuni elementi organici e psicologici che concorrono a rendere tale fenomeno raro e difficile da provare.

Nel 2002 Jannini, endocrinologo e docente di sessuologia medica, con la sua equipe di ricerca ha osservato come le ghiandole di Skene varino di dimensione da donna a donna, fino quasi a scomparire in alcune di loro. Se, come abbiamo detto, queste ghiandole provocherebbero l’eiaculazione femminile, questo spiegherebbe l’assenza di tale fenomeno in molte donne.

Inoltre, non tutte produrrebbero la stessa quantità di liquido; in alcuni casi la quantità espulsa può consistere in alcune gocce e quindi l’eiaculazione avverrebbe senza che ce ne si possa accorgere.

Un altro fondamentale elemento che determina il fatto che si possa eiaculare o meno è la pratica e il proprio percorso sessuale; lo squirting infatti, a parte rari casi, non è qualcosa di automatico, ma si impara con il tempo, conoscendo il proprio corpo in modo approfondito. Per sperimentarlo è necessario avere un rapporto sereno e profondo con il proprio corpo e con la propria sessualità: una sintonia e un’armonia che consentano di lasciarsi andare ad esperienze orgasmiche importanti.

È quindi possibile imparare a stimolare il punto G in modo adeguato per raggiungere lo squirting; navigando in rete si trovano diversi video che insegnano i passaggi necessari per farlo. È bene però non considerare il raggiungimento dell’eiaculazione femminile una sfida con se stesse: chi ha provato lo squirting ne parla come di un’esperienza gratificante, ma anche senza l’eiaculazione la maggior parte delle donne vive una sessualità serena ed appagante.

Godere dello squirting della propria compagna è diventata una delle fantasie sessuali più comuni negli uomini perché da quando il fenomeno è stato riconosciuto a livello scientifico anche la pornografia ha iniziato ad interessarsene, chiaramente in modo esagerato e poco realistico.
Essendo considerata una prerogativa maschile, dell’eiaculazione femminile si hanno infatti poche e spesso errate conoscenze, tanto che la maggior parte delle donne vive questa fuori uscita di liquido con turbamento e vergogna, sentendosi diversa dalle altre donne e inadeguata.

Frequentemente poi l’eiaculazione femminile viene confusa con l’incontinenza urinaria, provocando notevole imbarazzo e disagio. In realtà questo liquido non ha niente a che vedere con l’urina e nemmeno con la lubrificazione vaginale, il cui liquido viene secreto dalle ghiandole di Bartolini ed è più denso e vischioso. Il liquido emesso dalle ghiandole di Skene, invece, risulta composto principalmente da acqua e zuccheri (glucosio e fruttosio), da una piccolissima quantità di urea e creatinina e da un antigene prostatico specifico; a differenza di quello maschile, ovviamente non contiene sperma.

Ciò che è importante sottolineare è che sia le donne che hanno un’eiaculazione, sia quelle che non riescono ad ottenerla rientrano pienamente nella normalità, in quanto ogni donna vive la propria sessualità diversamente e in maniera assolutamente personale.

Dott.ssa Cristina Pratolongo – Psicologa Sessuologa Psicoterapeuta ARPES – Roma

Dott.ssa Luisa Garofalo – Psicologa, Sessuologa, ARPES – Latina